

2008
Non mi ero resa conto di quanto lo aspettavo, come se fosse la nuova pagina di un libro. Vorrei anche cambiare la grafica di questo blog, si inizia a starmi stretta. Ho aggiunto elementi alla colonna sinistra, i miei interventi cercavano spesso di fare un discorso generale, per quelle persone a cui capita di avere pensieri simili. Un po’ anche per mantenermi a distanza diciamoci la verità. Ho un diario e non è questo, ma inizio a sentire la necessità di rendere questo blog più.. vivo. Non ho cose particolari da scrivere o da condividere. E’ più un modo per uscire finalmente da un ‘modo di ragionare’. Da piccola vedevo principalmente le cose o bianche o nere. Intransigente, permalosa.. per non ferire ed essere ferita ho finito per vedere le cose esclusivamente in grigio.
Adesso ho la sensazione di aver iniziato a vivere mentre percorrevo il corridoio della mia scuola superiore dopo l’esame orale. Poi la patente, la magia della libertà di spostarsi. Libera di decidere per me stessa, responsabile delle mie azioni. Io e nessun altro. Basta con le vocine che mi dicevano ‘ma forse ne sanno più di te su cosa è meglio’. Ricominciare, anzi iniziare a vivere a 18 anni. Due me stessa, una che riconosco per ben poche cose, l’altra appena nata che sta cercando di farsi la sua identità. E urla.. urla.. urla.. cercando di sottolineare ciò che ama, rifiutando ciò che odia. Il 2007? Fondamentalmente un anno di merda e mi permetto di usare questa parola. Amo la mia scuola, anche con le crisi di nervi che ogni tanto provoca, giocosamente la chiamiamo il nuovo miglior manicomio. Per questo ricorderò il 2007 come uno dei tre magnifici anni che mi hanno fatto vedere lo studio come una delle cose che posso fare per me stessa e non il mio miglior incubo.
E’ stato però anche l’anno in cui ho incontrato il mio Angelus personale. Quando gli amici cercano di tirarti fuori ma tu vuoi solo lasciarti andare hanno poco da fare, ma quando decidi di risalire è incredibile come l’umanità anche nei suoi difetti diventi meravigliosa. Dalla sua atmosfera l’Italia sembra il paese vecchio e triste. Non sappiamo più sognare. Dopo un anno in cui era escluso anche solo farsi una domanda come questa, oggi scrivo qui per ricordarmi sempre che i sogni sono il modo migliore per pretendere di più da noi stessi e dagli altri. ‘La vita dipende da con che occhi la guardi’.
E con questo poema presento la Francesca che su pc riesce a diventare logorroica e che nella realtà deve re-imparare a parlare. Voglio anche fare dei nomi, ricordare le persone che con la simpatia, le ‘sedute di psicoanalisi’ :°D e mettiamocelo, anche un po’ di sarcasmo, ‘popolano il mio mondo’ che avevo smesso di guardare da un po’: Tanuzzo, Katiuska, Elkin, Ilaria, Enrico, Lucia, Bizzia e Alessandra. Un pensiero anche a Heath Ledger che da piccola mi faceva compagnia con la serie tv Roar e con il film ’10 cose che odio di te’.. ancora ci devo credere che te ne sei andato.. 
"Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”
Il fascino di questo racconto sta nella sua disarmante semplicità. Ci insegna tante cose che abbiamo dimenticato crescendo. Perciò esso non può essere considerato solo un libro per bambini; ha molto da dire anche ai grandi. L’autore, in maniera originale e magica, descrive il mondo degli adulti attraverso gli occhi innocenti di un bambino evidenziandone i comportamenti irragionevoli e talvolta inutili. Il piccolo principe vive su un pianeta talmente piccolo che può ammirare gli adorati tramonti ogni volta che vuole semplicemente spostando la sedia. Sua unica compagnia una rosa il cui seme è arrivato lì chissà da dove. A dire la verità si tratta di una rosa un po’ capricciosa e ingrata che esaspera talmente il piccolo principe da farlo scappar via, approfittando della migrazione di alcune rondini. Il suo è un viaggio lungo e tortuoso durante il quale incontra personaggi bizzarri che gli mostrano un mondo fino a quel momento sconosciuto. C’è chi conta e riconta le stelle sostenendo di possederle come un capitale; chi si crede di regnare sull’universo intero quando non c’è nessuno a sapere della sua esistenza; chi è ligio al suo dovere al limite del paradosso; chi è vanitoso e vive nell’attesa di qualcuno che lo ammiri. Ogni personaggio rispecchia un aspetto diverso della vita degli adulti. Giunge infine sulla Terra che è il più grande tra i pianeti visitati e di gran lunga il più interessante. Incontra una volpe che, nonostante sia diffidente con gli uomini, di fronte all’ingenuità del protagonista, vorrebbe farsi “addomesticare” per essere l’unica al mondo e non uguale a centomila.. Addomesticare è una cosa dimenticata da molto tempo ormai e vuol dire “creare legami”. Queste alcune delle parole della volpe:
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici”
Incontra un giardino fiorito di rose che inizialmente lo rende infelice e lo fa piangere.
Il suo fiore gli aveva raccontato che era il solo della sua specie in tutto l’universo. Ed ecco che ce n’erano cinquemila, tutte simili, in un solo giardino.
Ma poi ne comprende l’unicità grazie agli insegnamenti della volpe stessa:
“Voi siete belle, ma siete vuote. Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho annaffiata. Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa.”
A volte dobbiamo allontanarci da chi amiamo per capirne l’importanza e il valore; e a volte abbiamo bisogno di un amico che ci insegni e che ci guidi in situazione difficili da comprendere.
Infine incontra chi narra questa storia, l’aviatore dispersosi nel Sahara, che, impegnato nella riparazione del suo aereo, non si accorge immediatamente di quanto prezioso sia quel bimbo strano.
Ma presto tra di loro nasce una stretta amicizia che li arricchirà solo come le vere amicizie sanno fare e che li terrà sempre vicini nonostante le distanze geografiche.
Ma la frase che è l’emblema di questo racconto è senza dubbio questa:
“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”
Un libro senza tempo e senza età per tutti coloro che amano creare legami, credono nell’amicizia e nei rapporti semplici e veri. Un libro per i ragazzi. Un libro per gli adulti affinché non dimentichino mai di essere stati bambini.
Il piccolo principe, recensione di: www.my-libraryblog.com
postato da: Anarion alle ore 00:35 | My Site | commenti (1) |permalink|
It wasn't suppose to end up like this
Just a meaningless kiss
Just a meaningless kiss
We knew it was wrong
But we couldn't resist
Just a meaningless kiss
Til I fell in love
With you
But it's easier said than done
To rectify the confines of my tomb
Faded photos exposing pain
I kiss isolation on its fevered brow
I only laughed away your tears, but even jesters cry
But even jesters cry
You’re all but forgotten
A mote in my heart
Decisions have been made
They’ve been made
I cannot let my life be ruled by threads
I’ve been sleeping with a cloud above my bed
I’ve been lonely for so long
Just in case I ever need em again someday
I’ve been searching but I just don’t see the signs
I know that it’s out there
There’s got to be something for my soul somewhere
I’ve been looking for someone to shed some light
Not just somebody just to get me throught the night
I guess I’m hoping he’ll be there for me in the end
There are moments when I don’t know if it’s real
Or if anybody feels the way I feel
I need inspiration Not just another negotiation
Don't write me off just yet..
dove sei
nascoste nei ricordi miei
immagini di giorni che
sentivo il cuore esplodere
tu eri estate azzura in me
in quelle spiagge perdersi
oceano più profondo tu
sono annegata dentro te
ma ora fra la gente io
non trovo più lo sguardo tuo
ma quando ascolterai "Blue Moon Babe"
tornerò a sdraiarmi insieme a te
e come quando soli nel buio
scivolavi piano dentro me...
Leda Battisti
postato da: Anarion alle ore 16:48 | My Site | commenti (1) |permalink|
Vorrei dirti, vorrei Mi piacerebbe fermare un po’ il tempo Domani chi lo sa se sarà amore vero e svegliarsi la mattina, tu mi spiazzi, ogni volta che mi guardi Un desiderio cosi speciale A volte mi domando se, Quando non ci sei E sto male E se fosse per nostalgia io non so cosa sia ma mi giro e poi ci sei tu e io m'illumino sento l’importanza Sono tutte qui e io vorrei Perché non è facile guardarti sai mi calma già L'autostrada è finita già ognuno ha qualcuno che sta ad aspettare andare partire tornare Fatti amare, fatti desiderare Così ti guardo e ti confesso adesso
ti sento vivere
in tutto quello che faccio e non faccio ci sei,
mi sembra che tu sia qui sempre
vorrei dirti, vorrei
ti sento vivere
dovunque guardo ci sei tu
ogni discorso sempre tu
ogni momento io ti sento sempre più
E stare ore abbracciati così
Oggi ti amo davvero
Sei il mio primo pensiero
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te
Che assomiglia a un dolore per me
É un canto libero, verso il mare
Questo viverti dentro di me
Sei un temporale che
Porta il sole da me, dolcemente
Vivrei lo stesso senza te,
Se ti saprei dimenticare.
Ma passa un attimo e tu sei,
Sei tutto quello che vorrei
Tutti i sensi miei
Mi parlano di te
Delle mani tue.
Così male
Che sei facile da odiare
E mi sfogo
In ogni modo
Ma da solo è inutile
Tutta questa malinconia che mi prende
Tutte le sere
E se fosse la gelosia
Che mi fa vedere cose
Che esistono soltanto nella mia mente
E se fossero emozioni
Tutte quelle sensazioni di fastidio e di paura che ho
sto sul depresso
è una noia bestiale
che mi prende se solo non ci sei
è una cosa normale
o succede solo a me?
Dimmi dimmi dimmi cos'è
cos'è che c'è
dimmi dimmi dimmi cos'è
che c'è tra noi
forse i troppi impegni che hai
sempre diversi
Certe volte la distanza può anche essere violenta
Va oltre i miei limiti fisici e non mi da speranza
Io sono qui con te
Io sono qui per te
E resto qui se vuoi
Perché tu qui ci sei
tu dietro non ci sei
Ah sai che c'è io ti voglio con me
ah ora stai,
mettimi sul viso quel sorriso che tu hai
logico
che ti vorrei
se t'amo forse perdo
se non ti amo però non vinco mai
Che ha per me la tua presenza
Il fuoco dell’assenza
Che mi fa dire ancora ‘non cambiare mai’
come brividi
Tutte dentro me
Le cose da difendere
Sono tutte qui
E la prima rimani tu
essere in te
capire se
ciò che sono e faccio è abbastanza
forse nemmeno utile
certe cose chiare dentro poi non escono,
restano, restano
quando alla fine qualche cosa non va
quando dico vado e invece resto
manca poco per la città
vado forte perché
sto tornando da te
è un rischio correre lo so
però di tempo non ne ho
e la distanza è troppa se
penso a te
penso a te
e io non vedo l'ora ti voglio toccare
capire non puoi, voglio esser certo che ci sei
e c'è la luce lassù
e c'è un ombra sei tu
farò le scale due a due
due mani le tue
già dormi ti poso un orecchio sul cuore
lo sento mentre batte e pian piano scompare
quest'ansia che ho,
quest'ansia che ho
Che siamo noi
La vera prova che
un paradiso c'è
riempimi,
riempimi con questa marea che sale,
con la ragione che piano si annulla,
con questo sapore tra le dita,
con il ritmo di questo sangue che pulsa,
il rosso, il bianco di una luna,
il nero di una notte
che sussurra, lenta e poi..
è la tua storia tra le dita
memories
and the exstasy..
of grief..
Angelus
dolore...
di più potente c'è ben poco..
percepivi queste parole
marchiate dentro te,
un eco nella tua testa
e ancora fatichi a coglierne
il vero significato.
Quel dolore capace di schiacciare tutto il resto,
quel dolore che è un buco nero
dentro di te,
quell'urlo.. dentro di te
solo un colore.. nero,
che non chiede più respiro
perché vive di se stesso.
Ogni volta che cercerai
respiro, amore, speranza..
sarà il dolore stesso a porarteli via
perché l'amore e la speranza
sono gioia.
Il dolore.. che ti protegge dal male
e dalla cattiveria..
dolore che nutrendosi di se stesso diventa
la tua arma per continuare a sopravvivere
come un guerriero che non si arrende..
ma che ti fa smettere di vivere.
Quando ti accorgerai che nutre e si nutre del dolore di quelli
che cerca di allontanare da te,
capirai che non vede nemmeno te,
perché conosce solo se stesso.
Dove è presente il resto..
è buio
...e dimmi se, se è finita oppure c´è
nel tuo dolore un raggio di sole,
che non scalda
ma non muore
Laura Pausini - Parlami
Your Winter - Sister Hazel
Grey ceiling on the earth
Well it's lasted for a while
Take my thoughts for what they're worth
I've been acting like a child
Your opinion, and what is that?
It's just a different point of view
Ooh, yeah
What else, What else can I do?
I said I'm sorry, yeah I'm sorry, Oooh
I said I'm sorry, but what for?
If I hurt you then I hate myself
I don't want to hate myself, don't wanna hurt you
Why do you choose your pain?
If you only knew how much I love you, love you
Chorus
I won't be your winter
And I won't be anyone's excuse to cry
We can be forgiven, Ooh yeah
And I will be here
Old picture on the shelf
It's been there for a while
A frozen image of ourselves
We were acting like a child
Innocent and in a trance
A dance that lasted for a while, Ooh
You read my eyes just like your diary,
Ooh remember, please remember, Oooh
Well, I'm not a beggar, but what's more
Is If I hurt you, then I hate myself, I don't wanna hate myself, don't wanna hurt you
Why do you choose that pain?
If you only knew how much I love you, Noo
I won't be your winter
I won't be anyone's excuse to cry
We can be forgiven
And I will be here, Oooh
Chorus
Nooo, I won't be your winter, I won't
Cause I won't be anyone's excuse to cry
We can be forgiven, I know
And I will be here
I won't be your winter, I won't
And I won't be anyone's excuse to cry
We can be forgiven, Whoa I know
And I will be here
Tu Non Sai - Mango
Tante più volte ti penso
e sei canzone che canto
non ho più te
e l'aria non è
questa amor proprio che m'offende
e quel difenderti da me
Quante più volte ti penso
e sei coscenza che torna
non ho più te
e l'aria non è
quasi un'autunno in fondo al cuore
questo rimpianto che ho di te
Tu non sai, non sai
che nel pieno dei miei giorni con te
tu non sai, non sai
tante volte ho pianto e perso per te
Tante più volte ti penso
e sei più spazio nel letto
non ho più te
e l'aria non è
sei margherita su un dolore
uva che passa su di me
Tu non sai, non sai
che nel pieno dei miei giorni con te
tu non sai, non sai
tante volte ho pianto e perso per te
Tu non sai, tu non sai
l'estate nel mondo che sei
dipende dai fiori che hai
tu non sai, non sai
sussurrare ai miei capelli con te
proprio mentre perdo un pianto.
Tu non sai, non sai...
Tu non sai, non sai... non sai, non sai
Che per te che perdo un pianto.
Visitatore silenzioso, sei soddisfatto di ciò ke leggi? Se è una muta domanda a riportarti qui ogni volta, parlami e ritroverò la voce.
Donne..
'Mi ami? Ma quanto mi ami?'
Quante volte vi è risuonata in testa questa domanda?
Quante volte avete avuto il coraggio di pronunciarla?
Quante volte vi siete sentite stupide solo a pensarla?
Quante volte nn l'avete pronunciata
per paura di una reazione negativa?
In noi lo spaurakkio dell'abbandono,
in molti uomini la confusione più totale a questa domanda.
Poi girando nelle librerie,
scopri psicologi e scienziati
alle prese con le nostre testoline strampalate.
E allora viene fuori ke forse
dovremmo accettare di più queste nostre paure
perké le abbiamo un pò tutte.
Possono essere fondate o infondate.
Ma quante volte sono presenti anke se infondate..
Quanto sappiamo perdonare nelle persone ke amiamo..
con noi invece molto spesso critike.
Ma forse qualcosa ke una donna nn può perdonare c'è.
Quante volte vi siete sentite
come se cercando qualke piccola conferma,
steste elemosinando affetto?
Quante volte vi siete sentite umiliate per questo?
Quante volte vi incattivite e inacidite per questo?
Quante volte sentite il vostro cuore inaridirsi per questo?
Quante volte nonostante l'amore ke siete state capaci di provare,
ad un ripensamento di ki vi ha fatto sentire abbandonate,
vi siete riscoperte incapaci di donare ancora quell'amore?
Quante volte non avete potuto perdonare?
Essere in te - Max Pezzali
...
e io vorrei
essere in te
capire se
ciò che sono e faccio è abbastanza
...
Ti sento vivere - Max Pezzali
....
Perché non è facile
forse nemmeno utile
certe cose chiare dentro poi non escono,
restano, restano
Vorrei dirti, vorrei
ti sento vivere
in tutto quello che faccio e non faccio ci sei,
mi sembra che tu sia qui sempre
vorrei dirti, vorrei
ti sento vivere
dovunque guardo ci sei tu
ogni discorso sempre tu
ogni momento io ti sento sempre più
...
Oro - Mango
Per averti pagherei un milione o anche più
Anche l'ultima Marlboro darei
Oh perché tu sei
Oro, oro, oro
Un diamante per un si
Oro, oro, oro
Per averti così distesa, pura ma tu ci stai
Perché accetti e ci stai
E così tu cadi giù
Io non ti voglio già più
Inaccessibile non sei....non con gli dei
Tu sei senza dei
Oro, oro, oro
Quanto oro ti darei
Oro, oro, oro
Per averti così distesa, pura ma tu ci stai
Perché accetti e ci stai
Perché non ti elevi su di noi
E resti lì, celeste così
Io ti vorrei immune dal sesso
Perché ti daresti anche adesso
Per averti pagherei un milione o anche più
Anche l'ultima Marlboro darei
Oh perché tu sei
Oro, oro, oro
Quanto oro ti darei
Oro, oro, oro
Per averti così distesa, pura ma tu ci stai
Perché accetti e ci stai
Oro, oro, oro
Distesa, pura ma tu ci stai
Perché accetti e ci stai
Quest'ultima la trovo una bella canzone, certo ke però, uomini mettetevi un pò d'accordo!! Se ci stiamo perké ci stiamo, se nn ci stiamo perké nn ci stiamo!!!
postato da: Anarion alle ore 13:39 | My Site | commenti |permalink|
2006
Un altro anno è finito,
un altro è cominciato
A volte il tempo sembra nn passare mai,
altre volte ke nemmeno te ne accorgi
così pensi ke qualcuno ha ragione
a dirti ke stai vivendo il periodo più bello della tua vita.
quando il tuo primo pensiero
può essere pensare a te stesso
non nel senso egoistico del termine,
ma semplicemente, prenderti cura di te stesso,
della tua educazione, della tua maturazione.
Quante volte hai sentito persone parlarti
come se ti rinfacciassero ke
la vita forse con te è stata buona?
Ci credi, quando vedi le persone speciali
ke hai avuto la fortuna di incontrare e che
continuano ad accompagnarti.
Ci credi quando hai la possibilità di
dedicarti allo studio anche se nn ti è
mai piaciuto particolarmente.
Ma tu lo puoi dire.
Gli altri?
L'eco delle parole..
e il rovescio della medaglia
il tuo skeletro nell'armadio,
quel tuo nn ricordare più
cosa può voler dire
genitori.
Quel vuoto ke a volte si fa sentire.
Quella risata singhiozzante.
Ci sono persone ke si sentono colpevoli
per nn saper accogliere le attenzioni degli altri
senza mai kiedersi se questi altri
si sono preoccupati di capire e offrire
quello di cui c'era realmente bisogno.
Il tempo passa, ma restano quei momenti
di incompresione dove le parole
ti confondono soltanto,
quei momenti in cui senti ke
solo il 10% delle tue buone intenzioni
sanno portare un sorriso,
comprensione..
invece resta solo..
un sentirsi colpevoli,
perké invece del sorriso,
vedi solo la tua e altrui sofferenza.
Possono le parole,
essere la voce delle emozioni?
Possono esserci risposte senza domande?
Colpevole d'innocenza?
postato da: Anarion alle ore 23:40 | My Site | commenti (1) |permalink|Buffy: (tearfully) What about me? I love you so much... And I tried to
make you go away... I killed you and it didn't help.
Buffy: (crying) And I hate it! I hate that it's *so* hard... and that
you can hurt me *so* much. (sobs, then harshly) I know everything that
you did, because you did it to me. Oh, God! I wish that I wished you
dead. I don't. (whispers) I can't.
Angel: Buffy, please. Just this once... let me be strong.
Buffy: Strong is fighting! It's hard, and it's painful, and it's every
day. It's what we have to do. And we can do it together.
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Buffy: Before I was the Slayer, I was... (leans on the table) Well, I,
I don't wanna say shallow, but... Let's say a certain person, who will
remain nameless, we'll just call her Spordelia, looked like a classical
philosopher next to me. Angel, if I'm not the Slayer, what do I do? What
do I have to offer? Why would you like me?
Angel: (quietly) I saw you before you became the Slayer.
Buffy: (confused) What?
Angel: I watched you, and I saw you called. It was a bright afternoon
out in front of your school. You walked down the steps... and... and I
loved you.
Buffy: Why?
Angel: 'Cause I could see your heart. (gets up) You held it before you
for everyone to see. (walks to her) And I worried that it would be
bruised or torn. And more than anything in my life I wanted to keep it
safe... to warm it with my own.